Distributore automatico? L’apparecchio non dà resto.

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È come quando leggi o rivedi il film “Risvegli” con Oliver Sacks che ovunque sia ora ti guarda e dice << Ve lo avevo detto>>.
Improvvisamente, dopo la sua morte erano tutti li a piangere la scomparsa di un grande scienziato e scrittore, tutti a postare frasi prese dal web, magari senza aver mai letto un suo libro. Ne ho le prove, negli ultimi 10 anni avrò venduto si e no 15 copie dei suoi titoli.
Ci si accorge di qualcosa solo quando viene a mancare.
Ci si accorge delle librerie indipendenti solo quando chiudono.
Quello che vedo è che abbiamo gli occhi e le orecchie foderate dal prosciutto “Mondazzoli”, quando il problema più serio è un’altro.
I librai cominciano a venir fuori, a lamentarsi di un altro problema, la distribuzione.
Se Mondazzoli farà il 35% del mercato, abbiamo dall’altra parte un gruppo, Messaggerie/Pde che si becca il 56% della distribuzione. Fatto conto che la maggior parte dei librai hanno i conti chiusi con gli uni e con gli altri, ci si deve rivolgere al Fastbook, che altro non è che un emanazione del duo, con in aggiunta la possibilità di reperire anche libri del gruppo Mond-RCS e di altri editori cooptati alla bisogna.
Ora raccolgo lamentele anche su questo Fast, che, come dice il nome, dovrebbe garantire una consegna in tempi brevi, l’Amazon de noartri, nzomma.
Ma capita spesso che se devi ordinare i libri per un evento questi ti arrivino a babbo morto, come si dice dalle nostre parti.
Certo, parte è colpa della logistica, dei trasporti, del mare in tempesta e dei fiumi in piena, delle alluvioni o del troppo caldo, che fa squagliare l’asfalto e incolla i camion sull’autostrada.

Certo, è possibile anche ragionare diversamente.
È possibile dare uno sguardo alle distribuzioni alternative.
Di più.
Diventare centri di distribuzione.
Si parte con un (non piccolo a dire il vero) numero di editori, e un bacino di librerie e di librai e libraie che hanno iniziato a conoscersi fra loro, e che sono perfettamente in grado di gestire alcuni cataloghi.
Noi lo chiamiamo il “baratto delle informazioni”. Con il baratto tutto è andato sempre liscio come l’olio. Io do una cosa (materiale o immateriale) a te e tu ne dai una a me, che poi io posso a mia volta barattare con un/una altr* collega.

Date uno sguardo al progetto SatelliteLibri.
Diventate protagonisti, e non più vittime, della distribuzione.

Patrizio Zurru

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