Le librerie indipendenti

librerie-indipendentiChe cosa è una libreria indipendente?

La domanda sembra di semplice risposta, ma non è così.

Sulla definizione di libreria i dubbi sono pochi. Una libreria è una attività commerciale aperta al pubblico il cui fatturato è composto principalmente dalla vendita di libri. La definizione chiarisce che un’attività come una cartoleria che vende anche libri, ma il cui fatturato principale non deriva da essi non può essere definita libreria. Stessa cosa si può dire per quei locali, enoteche, pub dove sono presenti pochi scaffali di libri in vendita. Ciò non vuol dire che queste realtà siano da meno delle librerie o non diano il loro contributo alla crescita del livello culturale del paese, ma semplicemente che hanno un altro nome e se, come diceva qualcuno, le parole sono importanti, vanno chiamate altrimenti. Anche perché esiste una definizione per ognuna di queste realtà: cartolibreria, caffè letterario, enoteca letteraria sono nomi che si addicono perfettamente a queste attività commerciali. Questi nomi tra l’altro sono spesso usati da vere e proprie librerie che per integrare i guadagni vendono anche altri prodotti pur mantenendo il libro come prodotto principale.

Se la definizione di libreria è chiara, la cosa si complica sull’aggettivo indipendente. Indipendente vuol dire che la libreria non è legata in alcun modo a marchi né editoriali, né di altro tipo e che il proprietario o titolare della libreria prende tutte le decisioni aziendali all’interno delle mura dell’attività stessa. Ciò esclude automaticamente tutte le librerie di catena come lo sono le librerie Mondadori e le Feltrinelli, ma anche le librerie Giunti al punto. Queste librerie, in cui il direttore è un semplice dipendente stipendiato dall’azienda che ne dà il nome e le strategie vengono scelte dall’alto, non rispettano nessuno dei due criteri ed è quindi palese come non possano essere definite indipendenti. Qui anche semplici cose come l’allestimento delle vetrine e i libri presenti in esse vengono decisi dai vertici dell’azienda.

Più delicata è la situazione di quelle librerie che vengono definite franchising. Qui il titolare è effettivamente una persona che trae i propri guadagni direttamente dalle vendite che fa e che prende gran parte delle decisioni all’interno delle mura della libreria stessa, ma non tutte. Egli è infatti spesso obbligato all’uso di un software gestionale imposto dall’alto che in molti casi gli permette di interfacciarsi con le altre librerie del gruppo; è spesso obbligato a fornirsi dei libri presso la distribuzione legata al franchising; è spesso obbligato a prendere almeno un numero minimo di copie dei libri novità selezionati dal franchising stesso; è spesso obbligato ad usare un arredo, un tipo di scaffalatura, uno stile stabilito a priori dall’alto. Oltre a questo poi, le librerie in franchising sono legate nel nome al marchio che le contraddistingue. In Italia i franchising esistenti o comunque i più diffusi sono i franchising Mondadori, i Punto Einaudi e le librerie Ubik, queste ultime legate al marchio Messaggerie che è, con il nome EmmeEffe in società con Feltrinelli, l’unico distributore italiano a coprire tutto il territorio nazionale.

In una libreria indipendente quindi il titolare è una persona che ha costruito la sua attività rischiando con i propri soldi, che sceglie personalmente i libri da tenere in libreria e quelli da esporre in vetrina, che contratta personalmente con gli editori, i distributori e i grossisti le condizioni e gli sconti con cui acquistare i libri. Insomma che decide tutto, compreso l’orario di apertura e chiusura dell’attività e le relative ferie.

C’è infine un’altra grande differenza tra le librerie indipendenti e tutti gli altri tipi di libreria: esse sono infatti le uniche che non hanno i libri in conto deposito dai distributori ma devono invece acquistare direttamente e pagare tutto ciò che prendono da essi per riempire i propri scaffali. Considerando che il valore medio di prezzo di copertina del magazzino di una piccola libreria è 100.000 euro si capisce come mai le librerie indipendenti siano da diversi anni in crisi più di quanto lo sia il settore in generale. Per aprire una libreria, che già di per sé non è una attività particolarmente remunerativa, bisognerebbe possedere infatti un capitale di 100.000 euro da investire su di essa e da tenere fermo in magazzino. Talvolta i distributori concedono alle librerie indipendenti la possibilità di saldare le fatture in maniera posticipata di 60 giorni, cosa che non cambia il concetto, anzi lo peggiora, in quanto il libraio perde la percezione delle uscite che sta avendo ma continua a dover pagare tutto ciò che entra in libreria.

Fortunatamente negli ultimi anni sono nate alcune realtà come la stessa SatelliteLibri che stanno cambiando il modo di far arrivare i libri ai librai e molti editori virtuosi hanno cominciato a dare direttamente i libri in deposito alle librerie indipendenti violando, con un atto di disobbedienza civile, quel contratto in esclusiva che spessissimo i distributori gli fanno firmare e che tende ad uccidere non solo le librerie indipendenti ma gli editori stessi.

Ma questo è già un’altro argomento che tratteremo nei prossimi articoli.

Maurizio Zicoschi

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Buenos Aires troppo tardi, Paolo Maccioni, ed. Arkadia

maccioni“Volevo che lo vedesse. Volevo che vedesse come dietro un portone qualsiasi, in una casa qualsiasi, giacciano sepolte storie come questa. Così è tutta Buenos Aires, così è tutta l’Argentina”.

Un libro è un viaggio. E quando è un bel libro, ti porta lontano …

Ci sono viaggi di cui conosci la meta e parti per il solo desiderio di ritrovarne i sapori, gli odori, i colori. Ci sono viaggi che ti deludono e che forse non rifaresti mai. O ai quali decidi che darai un’altra possibilità. Ci sono quei viaggi che attendi da qualche tempo o che hai sognato a lungo, che non vedi l’ora di intraprendere; e ancora i “viaggi fai da te” perché è bello improvvisare; o quei viaggi in comitiva perché talvolta è necessario non essere soli, c’è bisogno che qualcuno si prenda cura dei tuoi passi, dei tuoi occhi.

E infine ci sono quei viaggi nei quali parti alla ricerca di una cosa … e alla fine ne incontri un’altra.

Questo romanzo racconta un viaggio e una scoperta. Il viaggio è quello che il protagonista compie recandosi in Argentina per ultimare la parte “letteraria” di un’innovativa guida multimediale di quel Paese. Si tratta di legare ai vari luoghi della città le citazioni letterarie della più importante narrativa locale: un modo per raccontare una terra. Ma come spesso accade, anche nelle relazioni tra persone, si corre un rischio, quando si vuole “raccontare” un popolo: la pretesa di “sapere già” rischia di farcelo ridurre all’immagine che ci siamo costruiti, fa cercare solo ciò che corrisponde a quanto già pensiamo, convinti che sia la realtà. E così, come per le relazioni quando non ascoltiamo davvero, tutto e tutti diventano esclusivamente ciò il nostro sguardo ne coglie: un occhio superficiale, che si sofferma esclusivamente su ciò che interessa, è utile … ci rassicura, in un senso o nell’altro.

Ci vuole un’altra narrazione, un’altra guida. Ecco la scoperta.

Ed ecco, allora, che proprio quella guida che il protagonista voleva scrivere materialmente … si trasforma lentamente e inaspettatamente in un “testimone”, un personaggio reale (o un fantasma?) che lo condurrà piano piano a volgere gli occhi altrove, mostrandogli la verità nascosta di certi luoghi, specie quelli che nessuna guida turistica, o letteraria che sia, metterebbero in luce.

Non si tratta del solito romanzo sull’orrore dell’Argentina dei desaparecidos, della “guerra sucia”, delle Madri de Plaza de Majo. Non è solo un reportage, via via sempre più preciso, che descrive fatti in parte conosciuti di una realtà lontana nel tempo e nello spazio, ma che ci riguarda da vicino come neanche forse immaginiamo.

Paolo Maccioni racconta anche e soprattutto un viaggio interiore. Il viaggio di chi comincia a guardare altrove; di chi, magari con riluttanza all’inizio, accetta pian piano di farsi aprire gli occhi abbandonando le proprie pre-comprensioni; e lasciando che tutto questo trasformi la propria vita, la propria visione. Il viaggio di chi apprende l’arte di ascoltare per imparare ad avere “com-passione”.

Personalmente sono stato in Argentina cinque volte, sempre per periodi mediamente lunghi … ma ogni volta aspettandomi di trovare quanto avevo programmato di cercare. Ho letto altri romanzi, racconti, reportage sul quel Paese. Questo però, come in precedenza “Le irregolari” di Massimo Carlotto, ha avuto un effetto dirompente, come se quella realtà della quale sono comunque ben informato, ritornasse a galla in maniera nuova e urgente. Perché essere informato, non significa conoscere: ho tanti amici laggiù e la lettura di questo romanzo mi ha regalato ulteriori “chiavi” per capirli più profondamente e amarli ancora di più.

Ho incontrato questo romanzo casualmente nella libreria dei miei amici, ma non ho potuto fare a meno di prenderlo e leggerlo, appena ho capito di cosa si trattava. E ora, come ogni volta, mi è rinata una gran voglia di tornare laggiù.

Tornerò: ora so cosa voglio cercare

ilgrandepier

 

Breve trama

Buenos Aires. Giorni nostri. Eugenio Santucci giunge nella capitale per portare a termine la parte “letteraria” di una guida innovativa. Fin da subito, nella sua esperienza, si affacciano personaggi particolari, intimamente legati al passato della città e del paese. In un turbinare di eventi, incontri, passeggiate nei “sottoboschi narrativi” della cultura locale, Eugenio si imbatte nel signor Hernández, una sorta di mentore capace di portarlo al cuore e all’essenza vera dell’Argentina. Sarà grazie a lui che Eugenio, persa di vista la sua guida, si calerà nel profondo della storia di una nazione lacerata dalla dittatura, da massacri e assassinii di cui in occidente poco o niente si sapeva. Ecco allora sfilare davanti ai suoi occhi la vita dei circoli letterari, insieme agli squadroni della morte della Triple A, le imprese narrative di Walsh, Borges, del progetto Eloisa Cartonera, di mille uomini e donne che hanno combattuto e sono morte per un’ideale di libertà.

Una nuova partenza

Il 7 gennaio SatelliteLibri ha compiuto il suo quarto anno di età. Questi quattro anni sono stati sicuramente pieni di fatica ma anche di soddisfazioni che la ripagano totalmente come il vedere che il metodo SatelliteLibri di diffusione del libro sta radicandosi lentamente in molti editori e librerie italiane. Sappiamo comunque che c’è ancora molto da fare e a questo proposito abbiamo deciso di dare vita a una nuova partenza dei suoi due blog Palomar e Quinta di copertina che ci avevano accompagnato per il primo anno di vita della piattaforma con Patrizio Zurru alla guida. Patrizio è ora per gran parte del tempo impegnato nel portare avanti l’agenzia letteraria Strade scritte e a collaborare con la casa editrice Arkadia e quindi non potrà essere lui a far ripartire i due blog ma sappiamo di avere su di noi il suo sguardo saggio e la sua fiducia. Tenere il livello di Patrizio sarà molto difficile ma ci proveremo. Per farlo mi sono messo in gioco personalmente per la gestione di Palomar, il blog relativo alla situazione dell’editoria e delle librerie indipendenti. Per attivare invece nuovamente Quinta di copertina, il blog con recensioni dei libri pubblicati da editori registrati su SatelliteLibri, avevamo bisogno di una persona con elevate capacità di scrittura e di critica che avesse costruito la sua casa tra le righe dei libri e l’abbiamo trovata ne ilgrandepier, blogger e grande lettore con il quale abbiamo già avuto modo di collaborare più volte nei primi due anni di quella fucina culturale che è la libreria I trapezisti di Roma.

Vi auguro buon anno nuovo e buone letture.

Maurizio Zicoschi

Benvenuti a casa vostra

secretstory_nQualcuno ha detto che senza i libri non ci sarebbe futuro, qualcuno dice che il futuro è arrivato tramite alcuni libri, qualcuno dice che i libri sono ormai il passato, che sono oggetti inutili, neanche più utili come oggetti d’arredamento. Meglio mettere sugli scaffali vasi colorati e schermi al plasma.

Qualcuno invece crede ancora a questo mondo vario e variegato, questo mondo di “pazzi scatenati”, e questo qualcuno crede anche che ci possono essere diverse forme di scambio di informazioni.

Molti di questi qualcuno hanno aderito alla piattaforma di SatelliteLibri, e ogni giorno abbiamo nuove adesioni. Questi qualcuno, prima isolati o semplicemente poco inclini alla condivisione, hanno scoperto che insieme è meglio.

Lo abbiamo notato anche con l’apertura del RomaSecretStore, il luogo fisico che è la traslazione della piazza virtuale di Satellite.

In queste prime settimane di attività sono venuti a trovarci parecchi editori, librai, scrittori, blogger, lettori. Molti si sono conosciuti di persona per la prima volta, dopo essersi letti online. Molti si sono reincontrati e hanno deciso di organizzare qualcosa insieme.
Insomma, la spinta creativa c’è, e finalmente la si può toccare con mano.

Al SecretStore si stanno creando belle sintonie, gli eventi si accumulano e presto daremo nota del calendario degli appuntamenti.
Abbiamo molte richieste, quest’idea di uno spazio da condividere fra tutti gli agenti della filiera (e per agenti intendiamo le persone attive nel mondo dei libri), ha portato alla creazione di diversi format, diversi contenitori che ci permetteranno di ospitare qualsiasi tipo di manifestazione, per andare incontro alle esigenze dei quasi ottanta editori (lo scrivo in lettere perché mi riempie di più la bocca) e dei tantissimi scrittori che ci aiutano a sviluppare questo progetto.

Quindi, benvenuti a tutti nella nuova casa dei libri, che prima era segreta segreta, ora un po’ meno e presto sarà lo spazio di tutti voi.

https://www.facebook.com/romasecretstore/?ref=hl

Rendersi Conto

londra

 

Benvenuti nel magnifico periodo delle rese.

Superato il Natale, con i carichi di libri e i carichi di speranze i librai subito dopo l’epifania affrontano il problema delle rese.
Quali libri tenere, quali rimandare indietro?
Quanto devo rendere per non ritrovarmi fatture abnormi da pagare, quanto il gusto dei miei clienti va incontro alle possibilità economiche della mia libreria?
Con la continua invasione di novità riuscirò a proporre un titolo per il tempo necessario affinché questo sia gradito ai lettori che so che apprezzano quel genere?

Ecco, con la scelta di libri Satellitelibri in parte questo problema viene superato.
Ricordate che il progetto è stato pensato per una permanenza in libreria superiore ai quattro mesi, o ormai, alle quattro settimane che vengono concesse a un libro perché frutti, perché il capitale investito rientri.
Per questo vogliamo dire grazie agli editori che hanno aderito alla piattaforma e alle libraie e ai librai che stanno credendo in questo progetto.
Che con il loro passaparola stanno modificando le classifiche di vendita interne, spostando i picchi dai titoli strapromossi televisivamente o attraverso altri media su libri di editori Satellite.
E questo anche grazie ai blog che ci stanno dando una mano, sostenendo la piccola e media editoria.

Buon anno allora, con rese più leggere e maggior tempo da poter dedicare alla scoperta dei cataloghi che state diffondendo.

Patrizio Zurru

Della Mancanza e dell’abbondanza

un-rifugio-nella-neve

Una novità importante oggi su Quinta di Copertina: Neve, cane, piede di Claudio Morandini, pubblicato da http://www.exormaedizioni.com/

Prendiamo il libro di Claudio Morandini.

Io veramente ho preso proprio Claudio Morandini, all’ingresso della Fiera più libri più liberi e l’ho ringraziato e insultato al contempo per questo piccolo capolavoro di abilità narrativa.

Ringraziato perché non è facile costruire una scena aperta in un ambiente chiuso come la baita dove vive Adelmo Farandola, prima da solo, poi col cane che gli si attacca addosso come una zecca. Cane che a un certo punto, intimorito dalla possibilità di venir mangiato durante il lungo inverno con la neve che isola la casa, parla.

E da qui parte un delirio, non quello dell’autore, il nostro.

Ci troviamo intrappolati nella narrazione di Adelmo/(Morandini?) che scorre liscia pur nella sua apparente incongruenza. Non sappiamo, e non sapremo fino alla fine, quanto c’è di vero e quanto di immaginato, nella testa del protagonista, del cane e dell’Autore di tutto questo.

Ah, il piede. Lo troviamo sepolto dalla neve.

A voi spalare per capire il significato.

Perché ho insultato Morandini quando l’ho incontrato a Roma?

Vorrei vedere voi, di fronte all’Autore che con estrema bravura ha costruito un sentiero di parole, frasi, storie che vi hanno condotto esattamente dove voleva portarvi, fin dall’inizio.

Con lo sciogliersi della neve ha sciolto tutte le certezze che vi eravate costruiti per scoprire nella pozza di fango che niente è come sembra. Mai.

 

 

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armi e bagagli, nazi e vaticano

Armi_e_bagagli_3D-300x423i segreti del vaticano

Dal generale al particolare, così si passa da Palomar, dove si discute su temi generali dell’editoria, a Quinta di copertina, la pagina dedicata al consiglio di alcuni libri degli editori presenti su http://www.satellitelibri.it

Oggi ho scelto alcuni titoli usciti di recente per due case editrici sarde, oppure, che hanno sede in Sardegna ma che offrono una scelta di titoli che può andar bene per tutte le librerie Satellite.

Inizio da “armi e bagagli”, di egg edizioni (qui il link al sito   http://www.eggedizioni.com/prodotto/armi-e-bagagli/ )

Inizio da egg perchè pur essendo un editore nato da poco ha tirato fuori tre titoli interessanti, uno “Bravi e Camboni” su campioni e mezzetacche della storia del cagliari, scritto dal giornalista rai Paolo Piras; poi l’editore si è dedicato alla pubblicazione di uno dei migliori scrittori spagnoli viventi: Carlos Castan, con “La cattiva luce”, e ora appunto ci propone il libro di Enrico Fenzi “armi e bagagli, un diario dalle Brigate Rosse”

Di questo libro devo dire che mi ha colpito la lucidità, da parte dell’autore, del periodo buio dell’Italia, quello in cui molti decisero di passare alla lotta armata come unica scelta per contrastare uno stato definito ingiusto.

E Fenzi, che ha vissuto in prima persona questa esperienza, parte dalle origini della sua militanza, raccontando ambizioni, speranze, drammi e disillusioni, senza mai cadere nella retorica e nello scontato, senza assolvere e condannare, guardando tutto quel periodo con gli occhi di chi veramente ha messo in gioco la sua vita, famiglia, carriera, conoscenze, per aderire al movimento.

Utilissimo per i giovani, per comprendere la storia recente, e per tutti, per ricordare, non perdere la memoria per non ricadere in tanti errori.

Come dice Paolo Piras, nella sua intervista finale all’autore del libro “spesso viene agitato come spettro storico, come termine di paragone, proprio il tempo dei cosiddetti <<anni di piombo>>, come a dire: si rischia di tornare a quella violenza, riconosciamo i prodromi di quella violenza”

E rimaniamo sul tema storico, con ” I segreti del Vaticano, la Santa Sede e il Nazismo” pubblicato da Arkadia Editore nella collana Historica e scritto da Pierluigi Tombetti.

Dopo diversi libri sempre di indagine storica pubblicati con altri editori, e Due altri libri pubblicati sempre con Arkadia, ” L’enigma occulto di Hitler” e ” I giorni perduti, The Rune trilogy”, Tombetti in questo libro, che mi ha tenuto sveglio diverse notti, analizza i legami che da sempre sono intercorsi fra Piazza S.Pietro e diverse organizzazioni che tutto hanno avuto a che fare tranne il cristianesimo e cattolicesimo per come ce li hanno insegnati.

Basandosi su fonti attendibili e documenti finalmente desecretati abbiamo modo di scoprire che molte delle cose che oggi vengono descritte dai due giornalisti scrittori che vanno per la maggiore, e che sono sotto rischio “inquisizione” da parte della Santa sede, hanno origini molto profonde, partendo dai primi anni del secolo precedente, anzi, qualcosa può risalire alla fine dell’ottocento.

La paura di perdere posizione in diversi Stati a maggioranza cattolica ha portato il Vaticano, come si evince dal testo di cui parliamo, a stringere accordi pericolosi, tappandosi il naso in parecchie occasioni, come per la fuga dei nazisti all’estero (sudamerica, paesi arabi).

A corredo del libro ci sono immagini di documenti e foto d’archivio, che da sole basterebbero a far capire come la natura umana e gli interessi personali a volte hanno prevalso e continuano a prevalere sulla religione che ha sempre fatto dell’amore l’un per l’altro la propria base.

Consigliato a:

Chi non vuole limitare le proprie informazioni ai due soli libri in classifica di saggistica.

Chi si occupa di storia, e vuole ripercorrere le strade di sangue e denaro che hanno fatto di parte della chiesa uno Stato più che ricco.

https://www.google.it/search?q=http://www.arkadiaeditore.it/index.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D2362:novita-i-segreti-del-vaticano-la-santa-sede-e-il-nazismo%26catid%3D62:historica%26Itemid%3D33&gws_rd=cr,ssl&ei=VNRSVv7ECYXqUtCKjOgE

Buone letture, e a presto con altri consigli da Quinta di copertina”

Patrizio Zurru

#LiberidiLeggere

liberidileggere

Ne avevano già parlato su https://dilettieriletti.wordpress.com/2015/10/21/liberidileggere-la-campagna-nazionale-del-librosospeso-per-gli-istituti-carcerari-italiani/ ma a volte ribadire non fa male.

Anche perché le librerie che stanno aderendo a questa bella iniziativa stanno aumentando sempre di più, e il termine per la raccolta è stato spostato alla fine di novembre.
Di cosa si tratta?
E qui mi rivolgo non solo ai librai che hanno aderito a SatelliteLibri ma a tutti i librai d’Italia.
Bisogna ricreare la formula del #LibroSospeso, lanciata da Michele Gentile, rilanciata con grande risonanza da Cristina di Canio, e raccogliere i libri per i detenuti delle carceri italiane.
Per non essere ripetitivo vi invito a leggere il pezzo che ho linkato sopra, ma veramente, le librerie stanno dimostrando unità anche in questo periodo di difficoltà, e lo stanno facendo per una buona causa.
Facciamo in modo che per natale i detenuti trovino nelle loro biblioteche carcerarie tanti nuovi libri, per “evadere” almeno per un po’ dalla dura realtà quotidiana.
Per informazioni scrivete a m.timpano79@hotmail.it

Distributore automatico? L’apparecchio non dà resto.

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È come quando leggi o rivedi il film “Risvegli” con Oliver Sacks che ovunque sia ora ti guarda e dice << Ve lo avevo detto>>.
Improvvisamente, dopo la sua morte erano tutti li a piangere la scomparsa di un grande scienziato e scrittore, tutti a postare frasi prese dal web, magari senza aver mai letto un suo libro. Ne ho le prove, negli ultimi 10 anni avrò venduto si e no 15 copie dei suoi titoli.
Ci si accorge di qualcosa solo quando viene a mancare.
Ci si accorge delle librerie indipendenti solo quando chiudono.
Quello che vedo è che abbiamo gli occhi e le orecchie foderate dal prosciutto “Mondazzoli”, quando il problema più serio è un’altro.
I librai cominciano a venir fuori, a lamentarsi di un altro problema, la distribuzione.
Se Mondazzoli farà il 35% del mercato, abbiamo dall’altra parte un gruppo, Messaggerie/Pde che si becca il 56% della distribuzione. Fatto conto che la maggior parte dei librai hanno i conti chiusi con gli uni e con gli altri, ci si deve rivolgere al Fastbook, che altro non è che un emanazione del duo, con in aggiunta la possibilità di reperire anche libri del gruppo Mond-RCS e di altri editori cooptati alla bisogna.
Ora raccolgo lamentele anche su questo Fast, che, come dice il nome, dovrebbe garantire una consegna in tempi brevi, l’Amazon de noartri, nzomma.
Ma capita spesso che se devi ordinare i libri per un evento questi ti arrivino a babbo morto, come si dice dalle nostre parti.
Certo, parte è colpa della logistica, dei trasporti, del mare in tempesta e dei fiumi in piena, delle alluvioni o del troppo caldo, che fa squagliare l’asfalto e incolla i camion sull’autostrada.

Certo, è possibile anche ragionare diversamente.
È possibile dare uno sguardo alle distribuzioni alternative.
Di più.
Diventare centri di distribuzione.
Si parte con un (non piccolo a dire il vero) numero di editori, e un bacino di librerie e di librai e libraie che hanno iniziato a conoscersi fra loro, e che sono perfettamente in grado di gestire alcuni cataloghi.
Noi lo chiamiamo il “baratto delle informazioni”. Con il baratto tutto è andato sempre liscio come l’olio. Io do una cosa (materiale o immateriale) a te e tu ne dai una a me, che poi io posso a mia volta barattare con un/una altr* collega.

Date uno sguardo al progetto SatelliteLibri.
Diventate protagonisti, e non più vittime, della distribuzione.

Patrizio Zurru

I libraj salgono in cattedra

Da ormai ex libraio posso dire che la Legge Levi, pur con i suoi mirabili intenti, è stata stravolta dagli editori delle majors, dalle catene e giustamente ( e dico giustamente perché ne sono stati capaci) dalle associazioni dei bibliotecari e degli editori..
Gli unici che non hanno mai alzato la voce sono stati i librai.
Anzi, i Librai. Con la L Majuscola. Perché si sono affidati a qualcuno che non ha voluto rischiare il suo per difendere la categoria.
Questo qualcuno ( e il minuscolo é d’ obbligo ) ha pensato forse ai suoi interessi e a quelli del ristretto gruppo che lo circonda.

Ora i Librai, o come dice meglio una mia amica, difendendo la professione, i libraj, salgono in cattedra.

Si sentono, discutono, propongono.

Non basta restare a galla.
Bisogna emergere.

NuovaLeggeDelLibro