Buenos Aires troppo tardi, Paolo Maccioni, ed. Arkadia

maccioni“Volevo che lo vedesse. Volevo che vedesse come dietro un portone qualsiasi, in una casa qualsiasi, giacciano sepolte storie come questa. Così è tutta Buenos Aires, così è tutta l’Argentina”.

Un libro è un viaggio. E quando è un bel libro, ti porta lontano …

Ci sono viaggi di cui conosci la meta e parti per il solo desiderio di ritrovarne i sapori, gli odori, i colori. Ci sono viaggi che ti deludono e che forse non rifaresti mai. O ai quali decidi che darai un’altra possibilità. Ci sono quei viaggi che attendi da qualche tempo o che hai sognato a lungo, che non vedi l’ora di intraprendere; e ancora i “viaggi fai da te” perché è bello improvvisare; o quei viaggi in comitiva perché talvolta è necessario non essere soli, c’è bisogno che qualcuno si prenda cura dei tuoi passi, dei tuoi occhi.

E infine ci sono quei viaggi nei quali parti alla ricerca di una cosa … e alla fine ne incontri un’altra.

Questo romanzo racconta un viaggio e una scoperta. Il viaggio è quello che il protagonista compie recandosi in Argentina per ultimare la parte “letteraria” di un’innovativa guida multimediale di quel Paese. Si tratta di legare ai vari luoghi della città le citazioni letterarie della più importante narrativa locale: un modo per raccontare una terra. Ma come spesso accade, anche nelle relazioni tra persone, si corre un rischio, quando si vuole “raccontare” un popolo: la pretesa di “sapere già” rischia di farcelo ridurre all’immagine che ci siamo costruiti, fa cercare solo ciò che corrisponde a quanto già pensiamo, convinti che sia la realtà. E così, come per le relazioni quando non ascoltiamo davvero, tutto e tutti diventano esclusivamente ciò il nostro sguardo ne coglie: un occhio superficiale, che si sofferma esclusivamente su ciò che interessa, è utile … ci rassicura, in un senso o nell’altro.

Ci vuole un’altra narrazione, un’altra guida. Ecco la scoperta.

Ed ecco, allora, che proprio quella guida che il protagonista voleva scrivere materialmente … si trasforma lentamente e inaspettatamente in un “testimone”, un personaggio reale (o un fantasma?) che lo condurrà piano piano a volgere gli occhi altrove, mostrandogli la verità nascosta di certi luoghi, specie quelli che nessuna guida turistica, o letteraria che sia, metterebbero in luce.

Non si tratta del solito romanzo sull’orrore dell’Argentina dei desaparecidos, della “guerra sucia”, delle Madri de Plaza de Majo. Non è solo un reportage, via via sempre più preciso, che descrive fatti in parte conosciuti di una realtà lontana nel tempo e nello spazio, ma che ci riguarda da vicino come neanche forse immaginiamo.

Paolo Maccioni racconta anche e soprattutto un viaggio interiore. Il viaggio di chi comincia a guardare altrove; di chi, magari con riluttanza all’inizio, accetta pian piano di farsi aprire gli occhi abbandonando le proprie pre-comprensioni; e lasciando che tutto questo trasformi la propria vita, la propria visione. Il viaggio di chi apprende l’arte di ascoltare per imparare ad avere “com-passione”.

Personalmente sono stato in Argentina cinque volte, sempre per periodi mediamente lunghi … ma ogni volta aspettandomi di trovare quanto avevo programmato di cercare. Ho letto altri romanzi, racconti, reportage sul quel Paese. Questo però, come in precedenza “Le irregolari” di Massimo Carlotto, ha avuto un effetto dirompente, come se quella realtà della quale sono comunque ben informato, ritornasse a galla in maniera nuova e urgente. Perché essere informato, non significa conoscere: ho tanti amici laggiù e la lettura di questo romanzo mi ha regalato ulteriori “chiavi” per capirli più profondamente e amarli ancora di più.

Ho incontrato questo romanzo casualmente nella libreria dei miei amici, ma non ho potuto fare a meno di prenderlo e leggerlo, appena ho capito di cosa si trattava. E ora, come ogni volta, mi è rinata una gran voglia di tornare laggiù.

Tornerò: ora so cosa voglio cercare

ilgrandepier

 

Breve trama

Buenos Aires. Giorni nostri. Eugenio Santucci giunge nella capitale per portare a termine la parte “letteraria” di una guida innovativa. Fin da subito, nella sua esperienza, si affacciano personaggi particolari, intimamente legati al passato della città e del paese. In un turbinare di eventi, incontri, passeggiate nei “sottoboschi narrativi” della cultura locale, Eugenio si imbatte nel signor Hernández, una sorta di mentore capace di portarlo al cuore e all’essenza vera dell’Argentina. Sarà grazie a lui che Eugenio, persa di vista la sua guida, si calerà nel profondo della storia di una nazione lacerata dalla dittatura, da massacri e assassinii di cui in occidente poco o niente si sapeva. Ecco allora sfilare davanti ai suoi occhi la vita dei circoli letterari, insieme agli squadroni della morte della Triple A, le imprese narrative di Walsh, Borges, del progetto Eloisa Cartonera, di mille uomini e donne che hanno combattuto e sono morte per un’ideale di libertà.

Annunci

Della Mancanza e dell’abbondanza

un-rifugio-nella-neve

Una novità importante oggi su Quinta di Copertina: Neve, cane, piede di Claudio Morandini, pubblicato da http://www.exormaedizioni.com/

Prendiamo il libro di Claudio Morandini.

Io veramente ho preso proprio Claudio Morandini, all’ingresso della Fiera più libri più liberi e l’ho ringraziato e insultato al contempo per questo piccolo capolavoro di abilità narrativa.

Ringraziato perché non è facile costruire una scena aperta in un ambiente chiuso come la baita dove vive Adelmo Farandola, prima da solo, poi col cane che gli si attacca addosso come una zecca. Cane che a un certo punto, intimorito dalla possibilità di venir mangiato durante il lungo inverno con la neve che isola la casa, parla.

E da qui parte un delirio, non quello dell’autore, il nostro.

Ci troviamo intrappolati nella narrazione di Adelmo/(Morandini?) che scorre liscia pur nella sua apparente incongruenza. Non sappiamo, e non sapremo fino alla fine, quanto c’è di vero e quanto di immaginato, nella testa del protagonista, del cane e dell’Autore di tutto questo.

Ah, il piede. Lo troviamo sepolto dalla neve.

A voi spalare per capire il significato.

Perché ho insultato Morandini quando l’ho incontrato a Roma?

Vorrei vedere voi, di fronte all’Autore che con estrema bravura ha costruito un sentiero di parole, frasi, storie che vi hanno condotto esattamente dove voleva portarvi, fin dall’inizio.

Con lo sciogliersi della neve ha sciolto tutte le certezze che vi eravate costruiti per scoprire nella pozza di fango che niente è come sembra. Mai.

 

 

Cop_NEVE_CANE1[1]

 

 

armi e bagagli, nazi e vaticano

Armi_e_bagagli_3D-300x423i segreti del vaticano

Dal generale al particolare, così si passa da Palomar, dove si discute su temi generali dell’editoria, a Quinta di copertina, la pagina dedicata al consiglio di alcuni libri degli editori presenti su http://www.satellitelibri.it

Oggi ho scelto alcuni titoli usciti di recente per due case editrici sarde, oppure, che hanno sede in Sardegna ma che offrono una scelta di titoli che può andar bene per tutte le librerie Satellite.

Inizio da “armi e bagagli”, di egg edizioni (qui il link al sito   http://www.eggedizioni.com/prodotto/armi-e-bagagli/ )

Inizio da egg perchè pur essendo un editore nato da poco ha tirato fuori tre titoli interessanti, uno “Bravi e Camboni” su campioni e mezzetacche della storia del cagliari, scritto dal giornalista rai Paolo Piras; poi l’editore si è dedicato alla pubblicazione di uno dei migliori scrittori spagnoli viventi: Carlos Castan, con “La cattiva luce”, e ora appunto ci propone il libro di Enrico Fenzi “armi e bagagli, un diario dalle Brigate Rosse”

Di questo libro devo dire che mi ha colpito la lucidità, da parte dell’autore, del periodo buio dell’Italia, quello in cui molti decisero di passare alla lotta armata come unica scelta per contrastare uno stato definito ingiusto.

E Fenzi, che ha vissuto in prima persona questa esperienza, parte dalle origini della sua militanza, raccontando ambizioni, speranze, drammi e disillusioni, senza mai cadere nella retorica e nello scontato, senza assolvere e condannare, guardando tutto quel periodo con gli occhi di chi veramente ha messo in gioco la sua vita, famiglia, carriera, conoscenze, per aderire al movimento.

Utilissimo per i giovani, per comprendere la storia recente, e per tutti, per ricordare, non perdere la memoria per non ricadere in tanti errori.

Come dice Paolo Piras, nella sua intervista finale all’autore del libro “spesso viene agitato come spettro storico, come termine di paragone, proprio il tempo dei cosiddetti <<anni di piombo>>, come a dire: si rischia di tornare a quella violenza, riconosciamo i prodromi di quella violenza”

E rimaniamo sul tema storico, con ” I segreti del Vaticano, la Santa Sede e il Nazismo” pubblicato da Arkadia Editore nella collana Historica e scritto da Pierluigi Tombetti.

Dopo diversi libri sempre di indagine storica pubblicati con altri editori, e Due altri libri pubblicati sempre con Arkadia, ” L’enigma occulto di Hitler” e ” I giorni perduti, The Rune trilogy”, Tombetti in questo libro, che mi ha tenuto sveglio diverse notti, analizza i legami che da sempre sono intercorsi fra Piazza S.Pietro e diverse organizzazioni che tutto hanno avuto a che fare tranne il cristianesimo e cattolicesimo per come ce li hanno insegnati.

Basandosi su fonti attendibili e documenti finalmente desecretati abbiamo modo di scoprire che molte delle cose che oggi vengono descritte dai due giornalisti scrittori che vanno per la maggiore, e che sono sotto rischio “inquisizione” da parte della Santa sede, hanno origini molto profonde, partendo dai primi anni del secolo precedente, anzi, qualcosa può risalire alla fine dell’ottocento.

La paura di perdere posizione in diversi Stati a maggioranza cattolica ha portato il Vaticano, come si evince dal testo di cui parliamo, a stringere accordi pericolosi, tappandosi il naso in parecchie occasioni, come per la fuga dei nazisti all’estero (sudamerica, paesi arabi).

A corredo del libro ci sono immagini di documenti e foto d’archivio, che da sole basterebbero a far capire come la natura umana e gli interessi personali a volte hanno prevalso e continuano a prevalere sulla religione che ha sempre fatto dell’amore l’un per l’altro la propria base.

Consigliato a:

Chi non vuole limitare le proprie informazioni ai due soli libri in classifica di saggistica.

Chi si occupa di storia, e vuole ripercorrere le strade di sangue e denaro che hanno fatto di parte della chiesa uno Stato più che ricco.

https://www.google.it/search?q=http://www.arkadiaeditore.it/index.php%3Foption%3Dcom_content%26view%3Darticle%26id%3D2362:novita-i-segreti-del-vaticano-la-santa-sede-e-il-nazismo%26catid%3D62:historica%26Itemid%3D33&gws_rd=cr,ssl&ei=VNRSVv7ECYXqUtCKjOgE

Buone letture, e a presto con altri consigli da Quinta di copertina”

Patrizio Zurru

E’ nato il blog di SatelliteLibri

Oggi, 27 Agosto 2015, nasce il blog di SatelliteLibri. Nello sviluppo del progetto questo è un passo fondamentale in quanto riteniamo che dei libri bisogna parlare e bisogna farlo ancor di più dei libri che non hanno la visibilità dei media ma che non per questo sono meno validi. I libri vanno letti, guardati, assaporati, commentati, coccolati, raccontati, recensiti, annusati e noi abbiamo trovato una delle persone che lo sa fare meglio. Patrizio Zurru ha un’esperienza venticinquennale come libraio, collabora con la rubrica “Ho una pagina per capello” al blog “Ho un libro in testa“, è uno degli organizzatori di “Letti di Notte” ed ha creato l’agenzia letteraria “StradeScritte“. Ha una conoscenza profonda sia del mondo degli editori che di quello delle librerie e con la sua cultura letteraria unita alla sua ironia ci offrirà grandi letture.

Dando il più grande in bocca al lupo a Patrizio, vi lascio alle sue parole.

Un saluto

Maurizio Zicoschi